L'IMPERATORE DEI BRUTTI - prima parte - Ferrara Trasgressiva

L'IMPERATORE DEI BRUTTI - prima parte

Un cordiale saluto a tutti, specialmente ai brutti (fa anche rima!). Io sono brutto e grasso. Faccio cagare e infatti, solo per questo, ogni tanto riesco a rimorchiare qualche ragazza stitica! Sono talmente brutto che sulla patente e la carta d'identità, l'ufficio anagrafe e la motorizzazione civile hanno messo le foto di un altro! Comunque, mi stavo per sposare con una ragazza straniera che ho conosciuto a Praga... è cieca!!! Nooo, non una della repubblica ceca, proprio una che non ci vede un cazzo! Però lo tocca, lo succhia volentieri e se lo infila dappertutto! Le ho fatto la corte andando avanti ed indietro per 16 mesi. Lei mi palpava e mi diceva che ero grasso, io la palpavo e dicevo che pure lei non era una principessa, perciò la corte avrebbe dovuto costruirsela da sola. Magrado i tira e molla, dopo questo periodo di tirocinio, l'ho convinta a venire in Italia. La famiglia di Sofia era molto religiosa e pudica, così, pur essendo bella e formosa, a 35 anni aveva avuto solo storie platoniche sfociate nel nulla.
Durante la convivenza, ho capito che lei, a causa della disabilità e delle precedenti esperienze, per contrasto, voleva sentirsi padrona almeno nei rapporti sessuali. Per concedersi in tutto e per tutto, pian piano mi ha convinto a recitare la parte del servo, usando i miei orgasmi come merce di scambio.
Scopavamo tutti giorni, e si inventava una situazione diversa che le permetteva di giocare a fare la principessa, di provare tanto piacere fisico e di concederne anche a me, esaltando il suo ego.
Per mascherare il suo sguardo perso nel vuoto, metteva gli occhiali scuri e si trasformava di volta in volta in professoressa, primario di ospedale, dirigente politico, attrice famosa, eccetera. Sempre e comunque figure dominanti. Spesso mi legava i polsi al letto e mi obbligava e leccarle la figa mettendosi carponi sopra la mia faccia. Poi, dopo aver goduto, si faceva succhiare le grandi tette e le strofinava su di me scendendo con la bocca fino all'uccello. Lo impugnava come uno scettro, era suo e ne disponeva a suo piacimento. O mi faceva un pompino con ingoio, leccandomi anche le palle, oppure si auto-scopava infilandosi il cazzo eretto e governando i movimenti su e giù cercando di ritardare il più possibile la mia eiaculazione. Le piaceva molto farsi penetrare, da davanti o da dietro, tenendo in mie testicoli con una specie di mini-guinzaglio, e tirarlo quando voleva che spingessi più in fretta, un po' come i fantini che frustano i cavalli durante la gara. Insomma, ne facevamo di tutti i colori, ma la sodomia no, niet... era vietata.

CONTINUA

Vota la storia:




Iscriviti alla Newsletter del Sexy Shop e ricevi subito il 15% di sconto sul tuo primo acquisto


Iscrivendoti alla newsletter acconsenti al trattamento dei dati personali come previsto dall'informativa sulla privacy. Per ulteriori informazioni, clicca qui

Non ci sono commenti

Per commentare registrati o effettua il login

LOGIN
REGISTRATI